Corriere della Sera - 12 Ottobre.
Il presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, continua a mostrare ottimismo per la situazione in Italia anche in questa fase di crisi internazionale dei mercati.
«La nostra posizione - dichiara al termine della riunione dell’Eurogruppo a Parigi- è ottimale, molto meglio degli altri Paesi».
«Riteniamo che dopo Unicredit non appaia oggi la necessità di ulteriori ricapitalizzazioni».
Inoltre, i provvedimenti adottati dal vertice di Parigi per contrastare la crisi dei mercati sono «assolutamente positivi» e «immagino che i mercati possono prenderne atto» e che questi provvedimenti «possono ridare fiducia agli investitori».
Attenzione a questa: «Con le decisioni prese oggi si sospende la regola del mark to market secondo cui le aziende dovevano abbattere il valore patrimoniale in bilancio e possono rimanere sui valori precedentemente dichiarati».
Commento assolutamente personale:
Al di là delle dichiarazioni di ottimisto (classiche del nostro premier) le quali lasciamo al tempo galantuomo, mi soffermerei sull'ultima affermazione che per me è una bomba.
Nel post precedente, dicevo dell'importanza di dare al bilancio veridicità e quindi collocare i valori reali di mercato posti nell'attivo patrimoniale e dicevo che questo sarebbe dovuto essere un principio fondamentale alle quali le imprese avrebbero dovuto sottostare e le società di revisione avrebbero dovuto certificare.
Questa regola vuol dire mettere a bilancio valore di titoli al loro valore nominale e non al loro valore reale che tradotto vuol dire valutare Merda al prezzo di Caviale.
Immaginate di avere una casa che vale 100.000,00 Euro e vogliate venderla a 500.000,00 Euro.
Ecco, lo stesso effetto.
Io non mi fido, o sono imbecilli o ci vogliono fare imbecilli.
Al mercato l'ardua sentenza.

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