La cosa bizzarra in questi casi è come nessuno sappia che pesci pigliare.
Ma devono sono finiti gli analisti finanziari, le società di revisione, e gli organi di controllo delle borse.
Ricordo che tutte le società per azioni quotate in borsa, oltre a un controllo interno del consiglio di Amministrazione che risponde direttamente alla proprietà (azionisti) e controllato esternamente dalle società di revisione che né certificano i bilanci ed infine dagli organi di controllo delle borse.
Ricordo che è compito delle società di revisione verificare e quantificare qual'è il rischio che ogni società ha in pancia, rischio insolvenza crediti, rischio cause pendenti, rischi cambio, etc. etc., insomma quantificare il danno emergente o il lucro cessante insito nell'attività d'impresa.
Di questa valutazione ne deve essere tenuto conto in bilancio, o riaggiustandone i valori a bilancio, attraverso i vari fondi o attraverso precisa e chiara indicazione in nota integrativa, per rispetto ai fondamentali principi contabili di Imparzialità, Trasparenza, Prudenza.
Sappiamo tutti che le società di revisione in questi ultimi anni oltre a non essersi dimostrate tanto indipendenti, spesso si sono rese complici.
Ma veniamo al dunque, queste guadagnano milioni di euro per certificare le società quotate in borsa e ci restano normalmente 8 anni senza soluzione di continuità.
Qui i Kazzi non sono molti:
Non sanno fare il loro lavoro di certificatori (non ci crede nessuno).
Hanno lasciato perdere per timore di creare dubbi negli analisti (possibile).
Lo hanno quantificato e lo hanno omesso (collusi).
Insomma, hanno violato tutti e tre i principi contabili sopra citati (ricordo, fondamentali).
Ed è allora che sorge spontanea la domanda (banale), dove Kazzo erano gli organi di controllo?
I governi si incontrano in giro per il mondo (G7-G8-G20-G254-G2300), devono aver in mano questa informazione.
Se così non fosse saremmo in mano a dei dilettanti allo sbaraglio, vedi corrida.
Ma se dilettanti fossero, sarebbe semplice chiedere un bilancio straordinario al 30/9 con la certificazione (valutazione-quantificazione) di tutte queste partite e il problema avrebbe un nome e un cognome. Troppo semplice per arrivarci.
Ricordo che le svalutazioni sono perdite e quindi influenzano il risultato d'esercizio e di conseguenza il Patrimonio aziendale.
Fatto questo, nel rispetto dei Principi Contabili ai quali tutte le società quotate in borsa dovrebbero essere rigorosamente sottoposte, lo stato potrebbe intervenire attraverso la sottoscrizione di aumenti di capitale.
Credo che solo a sto punto l'intervento dello stato rispecchierebbe quei requisiti di Etica della Finanza che da più parti si leva il grido.

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